Sola Gratia – Solo per grazia – Domenica 3 Dicembre 2017

Compilato dalla Bibbia e dallo Spirito di Profezia con commenti dello
staff editoriale del Reformation Herald.

QUANDO I TEMPI SONO BUONI

Nell’esperienza della maggior parte delle persone ci sono dei momenti felici e dei momenti tristi. I momenti felici vengono, normalmente, quando godiamo con successo il frutto del nostro lavoro – poiché “ogni uomo che mangia, beve e gode benessere in tutta la sua fatica, questo è un dono di Dio” (Ecclesiaste 3:13). Il Signore normalmente ci concede abbastanza spesso i risultati del duro lavoro; il che, la maggior parte delle persone concorda, ne vale certamente la pena. Allora ci sentiamo felici.

In tali occasioni noi tendiamo anche a sentirci fiduciosi. Abbiamo imparato certe cose che non sapevamo prima. Raggiungiamo gli obiettivi che erano prima solo un sogno. Ci sentiamo forti e il futuro sembra roseo.

Ma c’è sempre un problema potenziale in quel tempo. Esattamente quando ci sentiamo fiduciosi al massimo tendiamo anche molto facilmente a dimenticare qualcosa di essenziale: “Così dice l’Eterno: ‘Il savio non si glori della sua sapienza, il forte non si glori della sua forza, il ricco non si glori della sua ricchezza. Ma chi si gloria si glori di questo: di aver intendimento e di conoscere me, che sono l’Eterno, che esercita la benignità, il giudizio e la giustizia sulla terra; poiché mi compiaccio in queste cose’, dice l’Eterno” (Geremia 9:23,24). (Leggete anche Deuteronomio 8:11-18.)

QUANDO I TEMPI SONO CATTIVI

Quando i tempi sono buoni, è facile dimenticare che Dio è Colui che merita la gloria. Ma quando i tempi sono duri e le perplessità oscurano il nostro sentiero, è più facile investigare il nostro cuore e ricordarci qualcosa.

Cosa? Il nostro incredibile bisogno della Sua grazia.

Cos’è la grazia? E’ il favore di Dio che noi non meritiamo. In realtà, noi non abbiamo diritto al Suo favore perchè siamo pervasi dal peccato.

“Abbiamo infatti dimostrato precedentemente che tanto Giudei che Greci sono tutti sotto peccato, come sta scritto: ‘non c’è alcun giusto, neppure no. Non c’è alcuno che abbia intendimento, non c’è alcuno che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti sono divenuti inutili; non c’è alcuno che faccia il bene, neppure uno.” (Romani 3:9-12).

GRAZIA PER MARTIN LUTERO

Durante questa Settimana di Preghiera noi stiamo riconoscendo il cinquecentesimo anniversario della grande Riforma capeggiata da Martin Lutero. Vediamo cosa realizzò questo importante riformatore riguardo la meravigliosa grazia di Dio per i peccatori caduti – e la nostra seria necessità di un Salvatore:

“Lutero… intraprese con coraggio la sua opera come un campione della verità. La sua voce risuonò dall’alto del pulpito pronunciando solenni avvertimenti. Egli illustrò al popolo il carattere odioso del peccato e affermò che era impossibile all’uomo riuscire, con le sue opere, a eliminare la propria colpa o a sottrarsi al castigo. Solo il pentimento e la fede in Gesù Cristo avrebbero potuto salvare il peccatore. Egli consigliava alla gente di non acquistare le indulgenze ma di guardare con fede al Salvatore crocifisso. Narrò la sua dolorosa esperienza personale, la sua inutile ricerca della salvezza tramite l’umiliazione e la penitenza; assicurò gli uditori di avere trovato la pace e la gioia solo rivolgendosi a Gesù e confidando in lui.”1

Gesù Cristo fu davvero un Salvatore per Martin Lutero – e un Amico tale che non si può trovare tra gli esseri mortali.

“La potenza, che mediante la grande Riforma vinse il mondo, scaturì dal luogo segreto della preghiera. I servitori del Signore, con santa calma, fissarono i loro piedi sulla roccia delle Sue promesse Durante la lotta di Augusta, Lutero ‘non trascorse neppure un giorno senza consacrare alla preghiera tre delle ore migliori della giornata. Nell’intimità della sua stanza, egli apriva a Dio il suo spirito ‘con parole di adorazione, di timore e di speranza, come quando uno parla con un amico’: ‘Io so che sei nostro Padre e nostro Dio’ diceva ‘e disperderai i persecutori dei tuoi figli, perché tu stesso condividi la nostra sorte. La responsabilità è tua, sei tu che ci hai costretto a impegnarci in questa direzione. Padre, difendici!’.

“A Melantone, oppresso dall’ansia e dalla paura, scriveva: ‘Grazia e pace nel Cristo… nel Cristo, dico, e non nel mondo. Amen. Provo una profonda avversione per le eccessive preoccupazioni che ti consumano. Se la causa è ingiusta, abbandoniamola; ma se è giusta, perché smentire le promesse di Colui che ci invita a dormire senza timore?… Il Cristo non trascurerà la Sua opera di giustizia e di verità. Egli vive, Egli regna: quale paura può turbarci?”

“Dio ascoltò le grida dei Suoi servitori. Egli diede ai principi e ai ministri la grazia e il coraggio per mantenere la verità contro i governatori delle tenebre di questo mondo.”2

La riscoperta di Lutero della rivelazione biblica del sorprendente attributo della grazia fu un rinvigorente contrasto con gli oppressivi insegnamenti basati sull’uomo che prevaleva nel Medio Evo.

“Il Signore vide la nostra condizione caduta; Egli vide la nostra necessità di grazia e siccome amò le nostre anime, Egli ci ha dato la grazia e la pace. La grazia significa favore per colui che non merita, colui che è perduto. Il fatto che siamo peccatori, invece di escluderci dalla misericordia e dall’amore di Dio, rende l’esercizio del Suo amore per noi una positiva necessità affinchè possiamo essere salvati.”3

“Non perchè noi amavamamo Lui per prima, ma Dio manifesta il Suo amore verso di noi in questo che, ‘mentre eravamo ancora peccatori’, Cristo è morto  per noi (Romani 5:8). Egli non ci tratta come meritiamo. Anche se i nostri peccati hanno meritato la condanna, Egli non ci condanna. Anno dopo anno Egli ha avuto pazienza con le nostre debolezze e la nostra ignoranza, con la nostra ingratitudine e la nostra ostinazione. Nonostante i nostri sviamenti, la durezza del cuore, la nostra negligenza della Sua Santa Parola, la Sua mano è ancora stesa.

“La grazia è un dono di Dio per esseri umani che non lo meritano. Non l’abbiamo cercata ma essa ci ha cercato. Il Signore elargisce con piacere la Sua grazia non perchè ne siamo degni, ma proprio perchè non la meritiamo. L’unica ragione per cui possiamo pretendere la Sua grazia è che ne abbiamo veramente bisogno.

“Ogni giorno il Signore tende la Sua mano, tramite il Cristo, invitando i peccatori. Egli accetta e da il benvenuto a tutti  e li accoglie con gioia. Il perdono concesso anche al più grande peccatore è un’espressione della Sua gloria. Egli libererà gli oppressi, i prigionieri, strapperà i ‘tizzoni dal fuoco’, farà scendere le catene d’oro della Sua grazia fino nelle profondità della miseria umana e solleverà coloro che sono scoraggiati e contaminati a causa del peccato.

“Ogni essere umano è oggetto di un profondo interesse da parte di Colui che ha donato la Sua vita per ricongiungere gli uomini a Dio. Egli è disposto a proteggere coloro che si riconoscono impotenti a causa della loro colpevolezza, vittime degli inganni di Satana, così come il pastore protegge le pecore del Suo gregge.”4

LA SINDROME DEI FARISEI

“Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, dentro di sé pregava così: “O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri, e neppure come quel pubblicano. Io digiuno due volte la settimana e pago la decima di tutto ciò che possiedo. Il pubblicano invece, stando lonano, non ardiva neeppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: ‘O Dio, sii placato verso me peccatore’. Io vi dico che questi, e non l’altro, ritornò a casa sua giustificato” (Luca 18:10-14).

Come il Farise religioso, è facile dimenticarsi che siamo salvati per la grazia, specialmente dopo che siamo stati nella verità per molti anni, La maggior parte di noi è familiare con le parole di Gesù, “molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti” (Matteo 20:16) e naturalmente ci piace sostenere che siamo tra gli eletti. Eppure non sempre consideriamo il contesto di tutto questo passo biblico. Un esempio di questa dichiarazione di Cristo conclude la parabola che si trova in Matteo 20:1-16 riguardo i lavoratori chiamati a lavorare nella vigna. A coloro che vennero per primi alla mattina fu promesso un denaro – e ai diversi chiamati nel corso della giornata, persino i lavoratori dell’undicesima ora – fu promesso ciò che era giusto. Ma quando tutti ricevettero il denaro, quelli che avevano lavorato più a lungo e più duramente furono indignati nei confronti di coloro che erano venuti a lavorare all’ultima ora. Eppure Gesù li rimproverò per questo atteggiamento!

Siamo simili a loro? Noi veniamo alla conoscenza di alcuni punti della verità, siamo sul fuoco per il Signore, siamo battezzati, veniamo in chiesa da molti anni, sviluppiamo il carattere, facciamo cose buone, serviamo nei compiti della chiesa e coltiviamo molte amicizie. Non abbiamo più diritto degli ultimi venuti che hanno appena accettato la verità? Diritto a cosa? Così pensarono quei lavoratori che iniziarono a lavorare alla mattina. Ma meritiamo veramente un trattamento migliore di quello che ci è stato promesso? No, in realtà meritiamo la pena di morte. E’ solo per la grazia di Dio che possiamo essere salvati.

Quando lo Spirito Santo viene su di noi in gran misura, “egli convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio” (Giovanni 16:8).

Lo Spirito Santo ci convince di peccato. Noi inizieremo a sentirci colpevoli riguardo le cose nelle quali prima pensavamo di essere perfettamente a posto.

Lo Spirito Santo convince di giustizia. Quando iniziamo ad agire sulla convinzione di peccato, inizieremo a migliorare. Allora lo Spirito Santo ci incoraggerà che stiamo seguendo il giusto sentiero.

Lo Spirito Santo convince di giudizio. Tutto ciò che pensiamo e facciamo sarà in riferimento al Giudizio dell’onnisciente Guardiano.

Con la presenza dello Spirito Santo, porteremo i frutti del pentimento attraverso l’ispirazione e la forza della grazia di Dio, l’unica via tramite la quale possiamo essere salvati per l’eternità. “E noi tutti abbiamo ricevuto dalla sua pienezza grazia sopra grazia” (Giovanni 1:16). 

RACCOGLIERE LE BENEDIZIONI DELLA GRAZIA

“Nel Suo piano divino, attraverso il Suo favore non meritato, il Signore ha ordinato che le buone opere siano ricompensate. Noi siamo accettati solo attraverso il merito di Cristo; e le azioni di misericordia, le azioni di carità, che noi compiamo, sono i frutti della fede; diventano una benedizione per noi; poiché gli uomini devono essere ricompensati secondo le loro opere. E’ la fragranza del merito di Cristo che rende le nostre buone opere accettabili a Dio ed è la grazia che ci rende in grado di fare le opere per le quali Egli ci ricompensa. Le nostre opere in sé e di per sé non hanno meriti. Quando abbiamo fatto tutto ciò che è possibile per noi fare, dobbiamo considerarci come servitori inutili. Non meritiamo ringraziamenti da parte di Dio. Abbiamo fatto solamente ciò che era nostro dovere fare e le nostre opere non avremmo potuto compierle nella forza delle nostre nature peccaminose.

“Il Signore ci ha ordinato di avvicinarsi a Lui ed Egli si avvicinerà a noi; e avvicinandosi a Lui, riceviamo la grazia tramite la quale fare quelle opere che saranno ricompensate con le Sue mani. La ricompensa, le glorie del cielo, concesse ai vincitori, saranno proporzionate al grado nel quale hanno rappresentato il carattere di Cristo al mondo.”5 

LA NOSTRA SERIA NECESSITA’ DI GRAZIA

“Se non fossimo caduti non avremmo mai imparato il significato di questa parola, “grazia”. Dio ama gli angeli senza peccato, che fanno il Suo servizio e sono ubbidienti a tutti i Suoi comandamenti; ma Egli non dà loro la grazia. Questi esseri celesti non sanno niente della grazia; non ne hanno mai avuto necessità; poiché non hanno mai peccato. La grazia è un attributo di Dio mostrato agli esseri umani che non meritano. Noi non l’abbiamo cercata, ma essa è stata mandata a cercarci. Dio si rallegra di concedere questa grazia su chiunque abbia fame di essa. Ad ognuno Egli presenta i termini della misericordia, non perchè siamo degni, ma perchè siamo così completamente indegni. La nostra necessità è la qualifica che ci dà l’assicurazione che riceveremo questo dono.

“Ma Dio non usa la Sua grazia per annullare la Sua legge, o per sostituire la Sua legge. ‘Il Signore è ben compiaciuto per amor della Sua giustizia; Egli magnificherà la legge e la renderà onorevole’ (Isaia 42:2). La Sua legge è verità….

“La grazia di Dio e la legge del Suo regno sono in perfetta armonia; esse camminano insieme. La Sua grazia rende possibile per noi avvicinarsi a Lui per fede. Ricevendola, e permettendo che operi nella nostra vita, noi testimoniamo della validità della legge; noi esaltiamo la legge e la rendiamo onorevole mettendo in pratica i suoi principi viventi attraverso la potenza della grazia di Cristo; rendendo una pura e sincera ubbidienza alla legge di Dio, noi testimoniamo la potenza della redenzione davanti all’universo del cielo e davanti ad un mondo apostata che sta annullando la legge di Dio.

“ ‘Egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, che Egli ha copiosamente sparso su di noi, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore’ (Tito 3:5,6). Nessuno cerchi di portare i suoi peccati, poiché sono stati espiati dal grande portatore dei peccati. L’Unigenito Figlio di Dio volontariamente affrontò le rivendicazioni della legge di Dio violata. Egli fu percosso da Dio e umiliato in nostro favore. Uno col Padre, Egli fu pienamente in grado di portare la pena della nostra disubbidienza. Collegandosi alla Sua divinità con la nostra umanità, Cristo ha esaltato la famiglia umana. La Sua divinità afferra il trono dell’Infinito in favore dell’uomo. Come nostro sostituto, Egli prese i nostri peccati su di Sé e oggi Egli intercede davanti al Padre in nostro favore…

“E’ impossibile per noi salvarci. Solo tramite l’efficacia del sangue di Gesù Cristo possiamo essere salvati. Egli morì sulla croce del Calvario per noi e noi possiamo essere completi in Lui; poiché il Suo sacrificio è del tutto sufficiente.”6 

UN NUOVO ATTEGGIAMENTO

“La vera felicità deve trovarsi non  nell’indulgenza e nell’auto-compiacimento, ma conoscendo Cristo, parlando del Suo giogo e portando il Suo peso. Coloro che confidano nella loro saggezza e seguono le proprie vie, camminano lamentandosi ad ogni passo, perchè il peso che l’egoismo impone loro è tanto grande e il suo giogo tanto irritante. L’egoismo non può esistere in un cuore dove Cristo dimora; se nutrito, escluderà ogni altra cosa. Porterà le persone a seguire l’inclinazione piuttosto che il dovere, fare dell’io l’argomento del pensiero e gratificare e indulgere loro stessi, invece di cercare di essere una benedizione per gli altri. Le loro mancanze, i loro piaceri, devono venire prima di ogni altra cosa. In tutto questo essi esemplificano lo spirito di Satana. Tramite le loro parole ed azioni rappresentano il suo carattere, invece del carattere di Cristo.

“Tutto questo, se venissero a Lui, potrebbe essere cambiato; poiché la grazia di Cristo è sufficiente. Se deponessero il loro peso auto-imposto, rinunciassero alla loro alleanza con Satana e prendessero il peso che Gesù dà loro e permettessero che il Suo giogo li legasse a Lui nel servizio volontario, la speranza e la gioia scaturirebbero nei loro cuori.

“Gesù ama colui che è stato acquistato dal Suo sangue e desidera vederlo possedere la pace che solo Lui può impartire. Egli gli ordina di imparare da Lui la mansuetudine e l’umiltà di cuore. Questa grazia preziosa raramente si vede al tempo di oggi…

“Se siamo diventati discepoli di Cristo, impareremo da Lui – ogni giorno impareremo come vincere alcuni spiacevoli tratti di carattere, ogni giorno copieremo il Suo esempio e verremo un po’ più vicini al modello.”7 

LA GRAZIA DI DIO PER ME

“E’ difficile esercitare la fede vivente quando siamo nelle tenebre e nello scoraggiamento. Ma proprio questo, fra tutti gli altri, è il tempo quando dovremmo esercitare la fede. ‘Ma,’ dice uno, ‘in questi momenti non me la sento di pregare con fede.’ Bene, allora, permetterete che Satana ottenga la vittoria, semplicemente perchè non ve la sentite di resistergli? Quando egli vede che avete il più grande bisogno dell’aiuto divino, egli vi farà passare per le prove più dure pur di allontanarvi da Dio.”8

“Satana verrà da te, dicendo, ‘tu sei un peccatore’; ma non permettergli di riempire la tua mente col pensiero che siccome sei peccatore, Dio ti ha rigettato. Digli: si, io sono un peccatore e per questa ragione ho bisogno di un Salvatore. Ho bisogno del perdono e Cristo dice che se verrò da Lui, non perirò. Nella Sua lettera a me leggo, ‘se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità’ (1 Giovanni 1:9). Quando Satana ti dirà che sei perso, rispondi, si; ma Gesù è venuto per cercare e salvare colui che era perso… Più grande è il mio peccato, più grande è il bisogno di un Salvatore.

“Nel momento che afferri le promesse di Dio per fede, dicendo, Io sono una pecora perduta che Gesù è venuto a salvare, una nuova vita prenderà possesso di te e tu riceverai la forza per resistere al tentatore. Ma la fede per afferrare le promesse non viene per sentimento. ‘La fede dunque viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio’ (Romani 10:17). Non devi aspettarti che succeda qualche grande cambiamento; non devi aspettarti di sentire qualche emozione meravigliosa. Solo lo Spirito di Dio può fare un’impressione durevole sulla mente.

“Cristo desidera vedere il Suo popolo resistere all’avversario delle anime; ma soltanto allontanandoci dall’io e guardando a Gesù possiamo fare questo. Smettete di lamentarvi della vostra condizione disperata; poiché il vostro Salvatore è commosso dal sentimento delle vostre infermità e oggi vi dice, non siate scoraggiati, ma gettate i vostri pesi su di me. Li prenderò tutti e farò passare ciò che è bene per la vostra anima. Guardando a Gesù, l’Autore e il Compitore della nostra fede, saremo ispirati con la speranza e vedremo la salvezza di Dio; poiché Egli è in grado di preservarci dal cadere…

“Mai un’anima che confida in Gesù è stata abbandonata… Rispondete alle chiamate dell’amore di Dio e dite, io confiderò nel Signore e sarò consolato; poiché Egli mi ha amato. Io loderò il Signore, poiché la Sua ira si è allontanata.”9 Amen!

 Riferimenti:

 1 Il gran conflitto, p. 106,107.
 2 Idem, p. 168.    
 3 Selected Messages, libro 1, p. 347.
 4 Sulle orme del gran Medico. p. 86.
 5 The Review and Herald, 29 giugno 1895.
 6 Idem, 15 settembre 1896
 7 The Signs of the Times, 19 agosto 1886.
 8  Historical Skecthes of the Foreing Missions of the Seventh Day Adventist, p. 132.
9  The Review and Herald, 15 settembre 1896.