Sola Fide – Solo per fede – Mercoledi 6 Dicembre 2017

D.P. Silva

Wittenberg, 31 ottobre 1517. In quel giorno, un prete agostiniano, Martin Lutero, inchiodò 95 tesi sulla porta della chiesa – sfidando l’autorità del sistema papale che stava insegnando che il perdono del peccato poteva essere acquistato attraverso le indulgenze (pagamenti monetari per il sistema ecclesiastico). Lutero aveva imparato dall’espistola di Paolo ai Romani che la giustificazione (pace con Dio, secondo Romani 5:1) viene unicamente tramite la fede e non per le opere, penitenze o indulgenze. Così, con questa riscoperta della verità scritturale da lungo tempo dimenticata, nacque la grande Riforma del XVI secolo. L’espressione, “il giusto vivrà per fede” (Romani 1:17), fece un grande impatto sulla mente del riformatore tedesco.

Risalendo nel tempo della Genesi, il primo uomo fu creato con una natura fisica e spirituale in piena armonia con Dio. I suoi appetiti e le sue passioni erano sotto il controllo dello Spirito Santo ed egli si dilettava ad essere in comunione con Dio senza alcun ostacolo e nessuna barriera. La condizione per vivere in eterno era la perfetta e perpetua ubbidienza alla santa legge di Dio – la legge morale dei Dieci Comandamenti. I principi di questa legge furono scolpiti nei cuori dei nostri primi genitori.

Avendo disubbidito a Dio, Adamo divenne un peccatore e così ruppe la sua relazione col suo Creatore. Tutto il suo essere divenne corrotto e perse la sua forza per ubbidire alla legge di Dio. Così egli perse tutte le benedizioni che venivano dalla dolce armonia che prima aveva goduto col suo Creatore. Adamo perse il paradiso e fu condannato alla morte eterna. Ma questo non solo riguardò lui e sua moglie – pure tutta l’umanità fu condannata ad essere persa. “Poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23). Tutta la razza umana divenne soggetta al peccato e alla morte eterna. “Il salario del peccato è la morte” (Romani 6:23).

“La caduta dell’uomo riempì di dolore tutto il cielo. Il mondo creato da Dio era stato deturpato dalla maledizione del peccato e sarebbe stato abitato da creature destinate alla miseria e alla morte.”1

“Dopo il loro peccato Adamo ed Eva… promisero per il futuro di sotomettersi alla stretta ubbidienza a Dio. Ma fu loro detto che la loro natura era diventata depravata a causa del peccato; essi avevano diminuito la loro forza per resistere al male e avevano offerto a Satana la possibilità di influire più facilmente su di loro. Avendo ceduto alla tentazione nella loro innocenza, ora, che avevano acquisito la coscienza del male, avrebbero avuto meno forza per mantenere la loro integrità.“2

Nel principio, l’umanità era stata creata all’immagine di Dio. Eppure dopo il peccato, la procreazione della razza produsse la progenie nella loro stessa immagine invece di quella di Dio. “Adamo visse centotrenta anni e generò un figlio a sua somiglianza, conforme alla sua immagine” (Genesi 5:3). Quando Adamo ed Eva peccarono, divennero peccatori. Ora possedevano una natura peccaminosa e tendenze peccaminose. Così i loro discendenti sono nati in modo simile con la stessa natura peccaminosa e tendenze peccaminose.

Tuttavia, nella Sua onniscienza e amore, Dio aveva provvisto un patto eterno di grazia tramite il quale l’umanità potesse essere riscattata da questa condizione perduta. Dopo la caduta morale, il Signore implementò il piano di salvezza. Egli venne per salvare la razza umana dalla sua condizione miserabile. Ma Egli non avrebbe cambiato il prerequisito necessario per la vita eterna – quello era ancora la perfetta e perpetua ubbidienza alla Sua legge, anche se la razza nella sua condizione caduta e corrotta era ora senza forza per osservare la legge. Gli esseri umani erano ora amici di Satana e furono schiavizzati tramite il suo potere ammaliatore.

Dio disse che “nel giorno” in cui il primo uomo Lo avesse disubbidito, egli sarebbe morto. Perchè Adamo ed Eva non morirono proprio in quel giorno quando per la prima volta peccarono? Fu perchè il profetico Agnello di Dio ucciso fin dalla fondazione del mondo (Apocalisse 13:8) fu lì per soffrire la pena della loro colpa. Lo stesso giorno nel quale la prima coppia si ribellò contro Dio soccombendo alla tentazione di Satana, Cristo si presentò come Colui che avrebbe ricevuto la pena della loro trasgressione e sarebbe diventato “peccato” al loro posto (Genesi 3:21).

Paolo riassunse i principi del vangelo nelle seguenti parole: “poiché egli [Dio] ha fatto essere peccato per noi colui [Cristo] che non ha conosciuto perccato, affinchè noi fossimo fatti giustizia di Dio in lui [Cristo]“ (2 Corinti 5:21).

Similmente, “nella sua epistola ai Romani, Paolo evidenzia i grandi principi del vangelo… La grande verità della giustificazione per fede, come evidenziata in questa epistola, era rimasta in piedi attraverso tutte le epoche come un potente faro per guidare il peccatore pentito nella via della vita. Questa luce illuminò le tenebre che avvolgevano la mente di Lutero e gli rivelò la potenza del sangue di Cristo per purificare dal peccato. Esso ha guidato migliaia di anime che portavano il peccato alla stessa fonte del perdono e della pace. Ogni cristiano ha ragione di ringraziare Dio per quella epistola alla chiesa di Roma.”3

In Romani capitolo 1, Paolo espone la depravazione dei Gentili che rigettano la luce divina e sono diventati pervertiti attraverso il comportamento totalmente contrario alla legge di Dio. Nel capitolo 2 egli rivela che l’antica nazione ebraica era diventata corrotta nonostante aveva avuto gli oracoli divini e aveva conosciuto la legge. Nel capitolo 3, egli ha rivelato che tutta l’umanità è sotto la condanna divina. Poi ha spiegato il modo nel quale possiamo diventare giusti davanti a Dio.

Dapprima egli dichiara che il nostro sforzo per ubbidire alla legge di Dio non può giustificarci davanti a Dio. “Perchè nessuna carne sarà giustificata davanti a lui per le opere della legge; mediante la legge infatti vi è la conoscenza del peccato” (Romani 3:20). Poi rivela l’unica via per la quale possiamo essere considerati e resi giusti – solo tramite la fede in Cristo, che Dio “sia giusto e giustificatore di colui che ha fede in Gesù” (Romani 3:26). Siccome Cristo nella natura umana sviluppò un carattere perfetto e morì sulla croce del Calvario al nostro posto, solo attraverso la Sua vita, morte e resurrezione Egli può imputare la Sua giustizia perfetta a coloro che credono in Lui.

Nella sua vita di 33 anni, Cristo mantenne un carattere costantemente giusto. La Sua morte sulla croce consumò il Suo diritto a giustificare i peccatori, poichè Egli pagò il prezzo per tutta l’umanità – affinchè chiunque sia disposto ad apprezzare e nutrire il Suo dono gratuito della grazia sia accettato. Poi Paolo dà il suo verdetto ispirato: “Noi, perciò, riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge” (Romani 3:28).

Nel capitolo 4, l’apostolo presenta le esperienze di Abramo e di Davide, rivelando la potenza della fede. (Vedi Romani 4:2-8).

Abramo fu giustificato davanti a Dio per la fede (egli credette a Dio). Riguardo Davide, Paolo dice che Dio “imputò la giustizia senza le opere” e “non imputerà il peccato.” Perchè? Perchè la perfetta giustizia di Cristo è imputata al peccatore penitente che crede in Lui. Se crediamo in Cristo, i nostri peccati sono imputati a Cristo e la Sua giustizia è imputata a noi. I nostri peccati sono messi sul conto di Cristo e la Sua vita perfetta è registrata per sostituire il nostro valore deturpato. 

MINNEAPOLIS 1888 – GIUSTIFICAZIONE PER FEDE DENTRO L’AVVENTISMO

“Il Signore nella sua grande misericordia inviò un preziosissimo messaggio per il Suo popolo attraverso gli anziani Waggoner e Jones. Questo messaggio doveva portare più chiaramente davanti al mondo il Salvatore innalzato, il sacrificio per i peccati di tutto il mondo. Esso presentava la giustificazione attraverso la fede nella Sicurezza; esso invitava la gente a ricevere la giustizia di Cristo, che è resa manifesta nell’ubbidienza a tutti i comandamenti di Dio. Molti avevano perso di vista Gesù. Essi avevano bisogno di dirigere i loro occhi alla Sua persona divina, ai Suoi meriti e al Suo immutabile amore per la famiglia umana. Tutta la potenza viene data nelle Sue mani, affinchè Egli possa dispensare ricchi doni agli uomini, impartendo il prezioso dono della Sua stessa giustizia all’indifeso agente umano. Questo è il messaggio che Dio ordinò fosse dato al mondo. E’ il messaggio del terzo angelo, che deve essere proclamato con gran voce e accompagnato dal versamente del Suo Spirito in gran misura.”4

Ellen G. White considerò il messaggio della giustificazione per fede un “messaggio preziosissimo.” L’obiettivo principale di questo messaggio è di esaltare Cristo come l’unica speranza per il peccatore. L’accettazione della giustizia di Cristo per fede rende in grado il credente di ubbidire a tutti i comandamenti di Dio.

Per molti che non videro alcun collegamento tra la giustificazione per fede e il messaggio del terzo angelo, lei dichiarò:” parecchi mi hanno scritto, chiedendomi se il messaggio della giustificazione per fede fosse il messaggio del terzo angelo e io ho risposto, ‘è veramente il messaggio del terzo angelo.’ “5

Lei chiarisce le questioni riguardo il messaggio. Ecco una definizione molto semplice e chiara: “cos’è la giustificazione per fede? E’ l’opera di Dio nel deporre la gloria dell’uomo nella polvere e nel fare per l’uomo ciò che egli non è in grado di fare da se stesso.”6

“Quando attraverso il pentimento e la fede accettiamo Cristo come nostro Salvatore, il Signore perdona i nostri peccati e rimette la pena prescritta per la trasgressione della legge. Il peccatore allora sta davanti a Dio come una persona giusta; egli riceve il favore del cielo e attraverso lo Spirito ha comunione con il Padre e con il Figlio. Allora c’è ancora un’altra opera da fare e questa è per una natura progressiva. L’anima deve essere santificata attraverso la verità. E anche questo è compiuto attraverso la fede. Poichè solo attraverso la grazia di Cristo, che riceviamo per fede, il carattere può essere trasformato.” 7

Sorprendentemente, il meraviglioso messaggio portato durante la Conferenza Generale di Minneapolis portò veramente ad una crisi, specialmente tra i dirigenti presenti alla sessione. Alcuni di loro accettarono con gioia il messaggio, sperimentarono una riconversione. Altri rifiutarono fermamente il messaggio. Tra coloro che rigettarono furono il Presidente, il Segretario della Conferenza Generale, il Presidente della Divisione Europea e altri importanti dirigenti. Ellen G. White si lamentò: “sono dispiaciuta che tanti stanno guardando la giustificazione per fede con dubbio e che alcuni sono in opposizione con la luce che Dio ha dato su questo argomento… Niente se non la grazia di Cristo è sufficiente per liberare il trasgressore dalla schiavitù. Attraverso la Sua grazia coloro che sono ubbidienti ai comandamenti di Dio sono resi liberi. Se i peccatori si pentono il loro perdono si ottiene attraverso i meriti di Cristo.” 8

SOLO PER FEDE

“La salvezza è solo attraverso la fede in Gesù Cristo.”9

“Quando il peccatore pentito, contrito davanti a Dio, discerne l’espiazione di Cristo in suo favore e accetta questa espiazione come la sua unica speranza in questa vita e in quella futura, i suoi peccati sono perdonati. Questa è la giustificazione per fede.”10

“C’è grande bisogno che Cristo sia predicato come l’unica speranza e salvezza. Quando la dottrina della giustificazione per fede fu presentata al Raduno di Roma (una città nello stato centrale di New York), venne per molti come l’acqua viene per il viaggiatore assetato. Il pensiero che la giustizia di Cristo è imputata a noi, non per qualche nostro merito, ma come un libero dono di Dio, sembrava un pensiero prezioso.”11

“Le grandissime e preziosissime promesse date a noi nelle Sacre Scritture sono state perse di vista in gran parte, proprio come il nemico di tutta la giustizia voleva che avvenisse. Egli ha gettato la sua oscura ombra tra noi e il nostro Dio, affinchè non possiamo vedere il vero carattere di Dio. Il Signore si è proclamato “misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in benignità e fedeltà’ (Esodo 34:6).”12 

IL FRUTTO DEL MESSAGGIO

“Il messaggio presente – la giustificazione per fede – è un messaggio da Dio; esso porta le credenziali divine, poiché il suo frutto è la santità.”13

“La giustificazione per fede in Cristo sarà resa manifesta nella trasformazione del carattere. Questo è il segno per il mondo della verità delle dottrine che noi professiamo. L’evidenza quotidiana che noi siamo una chiesa vivente si vede nel fatto che pratichiamo la Parola. Una testimonianza vivente si presenta al mondo nella coerente azione cristiana.”14

EVITARE LE IDEE ESTREME

“Nessuno può credere col cuore alla giustificazione e ottenere la giustificazione per fede mentre continua nella pratica di quelle cose che la Parola di Dio proibisce, o mentre trascura qualche dovere conosciuto.”15

“Ci sono pericoli dai quali ci si deve guardare a destra e a sinistra. Ci saranno delle persone senza esperienza, da poco venute alla fede, che hanno bisogno di essere rinforzate e di avere un corretto esempio davanti a loro. Alcuni non faranno un giusto uso della dottrina della giustificazione per fede. Essi la presenteranno in una maniera parziale.

“Altri si impossesseranno delle idee che non hanno correttamente presentato e andranno chiaramente oltre il limite, ignorando del tutto le opere.

“Ora la fede genuina opera sempre per amore. Se guardate al Calvario non è per calmare la vostra anima nel non adempiere il dovere, non è per farvi dormire, ma per creare la fede in Gesù, la fede che opererà, purificando l’anima dal fango dell’egoismo. Quando ci impossessiamo di Cristo per fede, la nostra opera è appena iniziata. Ogni uomo ha delle abitudini corrotte e peccaminose che deve vincere attraverso una decisa battaglia. Ad ogni anima viene richiesto di combattere il combattimento della fede. Se uno è un seguace di Cristo, non può essere pungente nel comportamento, non può essere duro di cuore, privo di simpatia. Egli non può essere volgare nel suo linguaggio. Egli non può essere pieno di orgoglio e auto-stima. Non può essere impaziente, né usare parole dure, censurare e condannare.

“L’opera dell’amore scaturisce dall’opera della fede. La religione della Bibbia significa opera costante. “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinchè vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli’ (Matteo 5:16). Operate la vostra salvezza con timore e tremore, poiché è Dio che opera in voi, sia il volere che l’operare per il Suo beneplacito. Noi dobbiamo essere zelanti nelle buone opere, attenti nel mantenere le buone opere. E il Testimone fedele dice: ‘Io conosco le tue opere’ (Apocalisse 2:2).

“Anche se è vero che le nostra intense attività non ci assicureranno la salvezza, è anche vero che la fede che ci unisce a Cristo porterà l’anima all’attività.”16 

DIAGNOSI E RIMEDIO DIVINI

Il messaggio del Testimone Fedele ai Laodicesi è urgentemente necessario in questo tempo. (Vedi Apocalisse 3:18-21.) Perchè?

“Oggi una gran parte di coloro che compongono le nostre congregazioni è morta nei propri peccati. Questi vengono e vanno come le porte sui loro cardini. Per anni hanno ascoltato con compiacenza le verità più solenni e toccanti, ma non le hanno messe in pratica. Pertanto, essi sono sempre meno sensibili alla preziosità della verità. Le toccanti testimonianze di rimprovero e di avvertimento non li svegliano al pentimento. Le melodie più dolci che vengono da Dio attraverso le labbra umane – la giustificazione per fede e la giustizia di Cristo – non fanno venire fuori da loro una risposta di amore e di gratitudine. Anche se il Mercante celeste mette davanti a loro i gioielli più preziosi della fede e dell’amore, anche se li invita ad acquistare da Lui ‘l’oro affinato col fuoco’ e ‘i vestimenti bianchi’ affinchè siano vestiti e ‘il collirio’ affinchè possano vedere, essi induriscono i loro cuori nei confronti di Lui e non scambiano la loro tiepidezza con l’amore e il zelo. Mentre fanno una professione, rinnegano la potenza della pietà. Se continuano in questo stato, Dio li rigetterà. Essi non si rendono idonei per essere membri della Sua famiglia.”17

IL NOSTRO MESSAGIO AL MONDO – L’INIZIO DEL GRAN GRIDO

“E dopo queste cose, vidi scendere dal cielo un altro angelo che aveva una grande potestà; e la terra fu illuminata dalla sua gloria” (Apocalisse 18:1).

Riguardo il messaggio presentato a Minneapolis nel 1888, E. G. White scrisse:

“Il tempo della prova è proprio su di noi, poiché il gran grido del terzo angelo è già iniziato nella rivelazione della giustizia di Cristo, il Redentore che perdona i peccati. Questo è l’inizio della luce dell’angelo la cui gloria riempirà tutta la terra…

“Se volete resistere nel tempo di tribolazione, dovete conoscere Cristo e appropriarvi del dono della Sua giustizia, che Egli imputa al peccatore pentito.”18

“La giustificazione per fede e la giustizia di Cristo sono i temi che devono essere presentati ad un mondo che perisce.”19

CONCLUSIONE

“”Non gettate via dunque la vostra franchezza, la quale ha una grande ricompensa. Avete infatti bisogno di perseveranza affinchè, fatta la volontà di Dio, otteniate la promessa. ‘Ancora un brevissimo tempo, e colui che deve venire verrà e non tarderà. E il giusto vivrà per fede; ma se si tira indietro l’anima mia non lo gradisce’. Ma noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che credono per la salvezza dell’anima.” (Ebrei 10:35-39).

 

Riferimenti

1 Patriarchi e profeti,  p. 47.
2 Idem, p. 46.
3 Sketches From the Life of Paul, p. 187,188.
4 Testimonies to Ministers, p. 91,92.
5 Selected Messages, libro 1, p. 372 (1890)
6 Testimonies for Ministers, p. 456.
7 The Signs ot the Times, 3 novembre 1890.
8 The Workers’ Bulletin, 9 settembre 1902.
9 Faith and Works, p. 18.
10 The Faith I Live By, p. 116.
11 Selected Messages, libro 1, p. 360.
12 Idem, p. 372.
13 Idem, p. 359.
14 The SDA bible Commentary [E.G. White Comments], vol. 6, p. 1071.
15 Selected Messages, libro 1, p. 396.
16 Idem, libro 2, p. 20.
17 Testimonies, vol. 6, p. 426,427.
18 Selected Messages, libro 1, p. 363.
19  The SDA Bible Commentary [E. G. White Comments], vol. 7, p. 964.