La beata speranza – Domenica 15 Dicembre 2019

di Abel Morales, Argentina

E’ interessante visitare le rinomate Tombe Reali del Museo di Sipàn situato nella città di Lambayeque, Perù, dove viene esposto il corredo funebre del Signore di Sipàn, un antico governatore della cultura Moche. Questo governatore dominò il nord dell’attuale territorio di quel paese durante il terzo secolo D.C.

Nel 1987, una squadra di specialisti scavò questo sito archeologico, riconosciuto come la principale scoperta pre-Inca del XX secolo in Sud America.

Col corpo mummificato del Signore di Sipàn si possono trovare alcune informazioni sulla sua vita personale e sulle sue speranze:

Il suo vestito regale, che rivela il presuntuoso desiderio di perpetuare il suo dominio oltre la morte.

Diverse rappresentazioni del dio Al Paec, la principale divinità che adorava.

Una collana d’oro e d’argento fatta con venti arachidi, simboleggiando il sole e la luna, cioè, il perfetto equilibrio spirituale tra le tenebre e la luce che voleva raggiungere.

Alcuni pezzi del suo viso, rivelando forme anatomiche tali come il naso, gli occhi, i denti e i paraorecchie, tutti forgiati in oro fino, evidenziano il desiderio di immortalizzare il suo volto.

La rappresentazione della processione funeraria con ciò che si comprende essere sua moglie, due concubine, il capo militare, una guardia, un soldato, come pure un bambino, un cane e due lama (animale indigeno della regione Andina sacrificato in suo favore).

Tutto questo indicava il centro delle sue speranze spirituali, cioè: vivere in eterno con i suoi oggetti e le persone più care a lui.

 Una vana speranza

“Quelli che riguardano alle vanità bugiarde abbandonano la fonte stessa della loro grazia.“ (Giona 2:9).

Vivere in questo mondo come il Signore di Sipàn fece, sforzarsi di ottenere il potere e l’eterna giovinezza, costituisce la più vana delle speranze. Ma ancora più spiacevole è il caso di coloro che, essendo consapevoli del Vangelo eterno, incorrono in questa follia:

“Salomone sedeva su un trono d’avorio, i scalini del quale erano d’oro solido, affiancati da sei leoni d’oro. I suoi occhi si posavano su giardini bellissimi e molto ben coltivati proprio davanti a lui. Quei terreni erano visioni di bellezza, disposti per assomigliare, il più possibile, al giardino dell’Eden. Alberi e arbusti scelti, fiori di ogni varietà, erano stati portati da terre straniere per abbellirli. Uccelli di ogni tipo di brillante piumaggio svolazzavano di albero in albero, riempiendo l’aria di dolci canti. Giovani inservienti, vestiti e decorati magnificamente, aspettavano di ubbidire al suo minimo desiderio. Scene di baldoria, musica, sport e giochi erano organizzate per il suo divertimento con la stravagante spesa di denaro.

“Ma tutto questo non portò felicità al re. Egli si sedeva sul suo magnifico trono, il suo volto accigliato e oscurato dalla disperazione. La dissipazione aveva lasciato la sua impressione sul suo viso una volta bello e intelligente. Egli era tristemente diverso da chi fu il giovane Salomone. La sua fronte era solcata da preoccupazione e infelicità e in ogni tratto rivelava gli inconfondibili segni dell’indulgenza sensuale. Le sue labbra erano pronte a scaturire in rimproveri alla minima deviazione dai suoi desideri.

“I suoi nervi distrutti e il suo corpo malato dimostravano il risultato della violazione della legge della natura. Egli confessava una vita sprecata, una fallimentare caccia della felicità. Il suo è il triste lamento, ‘tutto è vanità e tormento di spirito.’ “ 1

Vivere con speranza!

Nella Scuola Missionaria Ebenezer in Brasile, gli studenti assistono alla Clinica Naturista Oasis Paranaense. Una volta, due pazienti con cancro terminale sono stati ammessi. Uno di essi veniva visitato periodicamente dalla moglie e dai figli. Nelle loro conversazioni, il paziente saturava l’aria coi lamenti e le espressioni negative. Osservando il viso di sua moglie quando esprimeva sfiducia nei semplici trattamenti naturali, il suo cattivo atteggiamento era chiaramente evidente. Lei ci chiese: “Come posso incoraggiare questo uomo che è condannato a causa della sua stessa negatività?” Alcuni mesi dopo, questo paziente morì in circostanze sfortunate.

Dall’altra parte della stessa camera, si presentava un quadro diametricalmente opposto. Un paziente in una simile condizione di salute – un uomo che non aveva neanche la benedizione di ricevere le visite – si comportava molto diversamente. Ogni volta che entravamo nella stanza per applicare un trattamento, egli riempiva la stanza di espressioni di gioia e di speranza. Il suo atteggiamento esercitava un potere di guarigione in tutto il suo essere e anche in quelli che lo assistevano.

Potete immaginare la fine? Un giorno quando entrammo nella stanza, come eravamo abituati a fare, osservammo una situazione insolita. Il paziente era nel bagno, ma non capivamo il suo persistente silenzio. Alla fine entrammo per vedere cosa gli era successo. Scoprimmo che aveva qualcosa nella cavità orale che gli impediva di parlare. Era una massa informe delle dimensioni di un’arancia media. Seguendo l’ordine dell’operatore di turno, fu portato immediatamente nel laboratorio dell’Ospedale della Clinica nel centro della città di Curitiba, dove fu scoperto che quello era un tumore cancerogeno nella sua interezza, naturalmente e miracolosamente rimosso alla radice.

Il giorno quando gli dissero la notizia, noi eravamo al suo fianco e osservammo i straordinari salti di gioia. Egil ci abbracciò e usò un’espressione che mai mi dimenticherò. Egli esclamò: “fin dal primo giorno ho sperato in questi metodi naturali!”.

Non ho più rivisto quel giovane, ma possiamo essere sicuri che la speranza mosse il braccio divino e attivò una risposta psicologica che riempì il suo organismo di salute – così sicuramente che il tumore non ebbe più l’ambiente nel quale svilupparsi.

Se impariamo a vivere con la speranza, riempiremo l’aria di espressioni di vittoria che contageranno persino i più disperati.

Una speranza attiva

Nel New England, regione degli Stati Uniti, la gente aveva bisogno di costruire una diga molto importante per generare l’elettricità. Nel terreno progettato c’era un paesino con case bellissime. Il governo comunicò agli abitanti: “l’esecuzione di questo progetto richiederà molti anni, anche se abbiamo già firmato il contratto e ora le vostre case sono proprietà dello Stato, così vi sarà permesso di continuare a vivere in esse per un po’ di tempo, fin quando dovrete lasciare definitivamente la zona.”

Quella era una bella cittadina, ma da quel tempo in poi, iniziò a deteriorarsi. Le persone non riparono più le loro case né si prendevano più cura dei giardini – e quello che una volta era una cittadina graziosa divenne un quartiere miserabile. Perché avvenne tale cambiamento? Avevano perso la speranza.

Molti cristiani, che hanno smesso di studiare le profezie, non hanno più una speranza genuina nel glorioso futuro della chiesa. La loro perdita di speranza porta ad una vita inattiva e miserabile.

“La venuta del Signore ha rappresentato in tutti i tempi la speranza dei suoi veri discepoli. La promessa del ritorno, fatta dal Signore ai discepoli al momento della sua ascensione dal monte degli Ulivi, ha illuminato il futuro dei credenti e ha sempre riempito i loro cuori di una gioia e di una speranza che non sono state spente né dal dolore né dalle prove. Fra sofferenze e persecuzioni, ‘l’apparizione del grande Iddio e Salvatore nostro Gesù Cristo’ è stata ‘la beata speranza’.                                                                                 “Dal carcere, dal rogo e dal patibolo dove i santi e i martiri testimoniarono della verità, giunge a noi attraverso i secoli l’espressione della loro fede e della loro speranza. ‘Certi della sua personale risurrezione e perciò anche del loro glorioso avvento’ dichiara uno di questi cristiani ‘essi non temevano la morte e sapevano elevarsi al di sopra di essa’ “.2

“ ‘Signore, affretta questo giorno!’ Era questa la speranza della chiesa apostolica, della ‘chiesa del deserto’ e dei riformatori.“ 3

Dai tempi antichi le Scritture hanno dichiarato la certezza della seconda venuta di Cristo, stimolando la Sua chiesa a restare attiva. Per di più, anche le profezie indicano i segni cosicché tutti possono conoscere il tempo e prepararsi.

Segni della speranza

“Il veggente di Patmos così descrive il primo segno che preannuncia il secondo avvento: ‘… e si fece un gran terremoto; e il sole divenne nero come un sacco di crine e la luna divenne come sangue’ (Apocalisse 6:12).

“Questi segni apparvero prima dell’inizio del XIX secolo. In adempimento di questa profezia, nel 1755, si verificò il più terribile terremoto che sia mai stato registrato. Quantunque esso sia comunemente conosciuto come ‘terremoto di Lisbona’, esso scosse violentemente una parte considerevole dell’Europa, dell’Africa e perfino dell’America. Fu sentito in Groenlandia, nelle Indie occidentali, a Madeira, in Svezia, in Norvegia, in Gran Bretagna, in Irlanda, su una superficie di oltre sei milioni di chilometri quadrati . In Africa fu quasi altrettanto violento.“4

“Venticinque anni dopo apparve il secondo segno indicato dalla profezia: l’oscuramento del sole e della luna… La predizione si adempì il 19 maggio del 1780.

“Le galline rientrarono nel pollaio; il bestiame fu raccolto nei recinti e nelle stalle; le ranocchie cominciarono a gracidare e gli uccelli emisero i loro gridi notturni, mentre i pipistrelli svolazzavano intorno. Solo gli uomini sapevano che non era notte.“ 5

“Dopo mezzanotte le tenebre scomparvero e la luna apparve come un globo di sangue. Il 19 maggio 1780 è passato alla storia come ‘giorno oscuro’. Dal tempo di Mosè in poi non c’è mai stato un fenomeno che per intensità, estensione e durata possa essere paragonato a quello.“ 6

“Nel 1833, due anni dopo che Miller aveva cominciato a presentare in pubblico le prove dell’imminente ritorno del Cristo, apparve l’ultimo segno preannunciato dal Salvatore come prova del suo secondo avvento. Gesù aveva detto: ‘Le stelle cadranno dal cielo’ (Matteo 24:29)… Questa profezia si adempì in modo impressionante con la grande pioggia meteorica del 13 novembre 1833. Quella fu la più vasta e sorprendente visione di stelle cadenti che sia mai stata ricordata.“7

Principi di interpretazione che confermarono la speranza

“Nel 1840 un altro importante adempimento profetico suscitò un vivo e vasto interesse. Due anni prima, Giosia Litch, uno dei pastori più in vista fra i predicatori del secondo avvento, aveva pubblicato un articolo nel quale spiegava l’Apocalisse (cap. 9), in cui è predetta la caduta dell’impero ottomano. Secondo i suoi calcoli questa potenza sarebbe stata sopraffatta… ‘Terminerà l’11 agosto del 1840, data in cui ci si può aspettare la caduta della potenza ottomana a Costantinopoli. E penso che sarà proprio così’ – Josiah Litch, in Signs of the Times, e Expositor of Prophecy, 1 agosto 1840.

“Al momento indicato la Turchia, tramite i suoi ambasciatori, accettò la protezione delle potenze alleate europee e si pose automaticamente sotto il controllo delle nazioni cristiane. L’evento fu l’adempimento letterale della predizione. Quando la notizia si diffuse, moltissimi si convinsero dell’esattezza dei princìpi di interpretazione profetica adottati da Miller e dai suoi collaboratori e ne scaturì un nuovo e potente impulso per il movimento avventista. Uomini colti e influenti si unirono a Miller per predicare e pubblicare il frutto delle sue ricerche e così fra il 1840 e il 1844 l’opera andò estendendosi rapidamente“.8

Ma perché molti sono indifferenti?

“Il Salvatore, nel richiamare l’attenzione dei discepoli sui segni del suo ritorno, predisse lo stato di totale apostasia che si sarebbe verificato prima del Suo ritorno. Come ai tempi di Noè le realtà terrene e la ricerca del piacere avrebbero avuto il sopravvento: comperare, vendere, piantare, costruire, sposare, abbandonando Dio e dimenticando la vita eterna. L’esortazione del Signore per coloro che sarebbero vissuti a quell’epoca fu: ‘Badate a voi stessi, che talora i vostri cuori non siano aggravati da crapula, da ubriachezza e dalle ansiose sollecitudini di questa vita, e che quel giorno non vi venga addosso all’improvviso come un laccio’ (v. 34).“9

La cecità spirituale, l’avidità, l’apostasia, la ghiottoneria e l’ingiusta sensualità sono il sicuro risultato di una vita senza speranza – una vita che inevitabilmente diventa negligente e indifferente. Mi piacerebbe analizzare i contrastanti risultati che la vera “beata speranza” avrà sulla mia e sulla vostra vita:

Gli effetti della vera speranza

“Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è.“ (1 Giovanni 3:2,3).

“Ora il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l’intero vostro spirito, anima e corpo siano conservati irreprensibili per la ventuta del Signor nostro Gesù Cristo  “ (1 Tessalonicesi 5:23).

Ovunque la Parola di Dio è stata fedelmente predicata, coloro che furono convertiti portarono frutto per il pentimento. “Avendo creduto, furono battezzati per ‘camminare in novità di vita’, come nuove creature in Cristo Gesù; non più per cedere alle passioni del passato, ma per seguire l’esempio del Figlio di Dio, per riflettere il Suo carattere e purificarsi come Egli è puro. Amavano ciò che odiavano un tempo, mentre odiavano ciò che prima amavano. L’orgoglioso, il presuntuoso diventava umile e gentile; l’uomo vanitoso e superficiale si dimostrava serio e modesto. Il materialista diventava religioso; l’ubriaco, sobrio e il corrotto, puro. Le vanità del mondo venivano abbandonate.“ 10

Cari, se la nostra speranza è genuina, non solo desidereremo che Cristo ritorni sulla terra per la seconda volta, ma il nostro scopo principale sarà che Egli ritorni definitivamente nelle nostre vite e, come risultato, nella chiesa. Il nostro desiderio dovrebbe essere di bandire il nemico delle anime dal nostro mezzo insieme con le sue distrazioni del mondo che ci allontanano da Gesù nella nostra vita quotidiana. Satana prende possesso del cuore inviando demoni con commissioni specifiche per attivare le varie tendenze al male che ci separano dal nostro Signore.

Demoni specifici?

Consideriamo alcuni passi dello Spirito di Profezia riguardo ai demoni che specficamente attaccano i nostri punti deboli.

“Gli angeli malvagi, creati senza peccato, erano quanto a natura, potenza e gloria, uguali agli esseri celesti che sono ancora oggi messaggeri di Dio. Caduti, in seguito al peccato, si sono coalizzati per disonorare Dio e per distruggere gli uomini. Si sono uniti a Satana nella sua ribellione, sono stati espulsi dal cielo e nel corso dei secoli hanno collaborato con il principe delle tenebre nella sua lotta contro l’autorità divina. Le Scritture ci parlano della loro unione, del loro governo, delle loro varie categorie, della loro intelligenza, delle loro trame e dei loro malvagi propositi contro la pace e la felicità dell’umanità.“11

“Il demone della gelosia entrò nel cuore del re [Saul]. Egli era arrabiato perché Davide era esaltato al di sopra di lui.”12

Quando Gesù venne sulla terra, “gli esseri umani, creati a immagine di Dio, erano diventati dimora dei demoni. I nervi, i sensi, i sentimenti e gli organi degli uomini erano guidati da agenti soprannaturali all’indulgenza nei confronti delle più basse passioni. Nella loro fisionomia erano impressi i tratti dei demoni.”13

I passi citati sono molto chiari. Satana organizza i suoi agenti per battere sui nostri punti deboli per confermarci nell’indolenza. Se noi siamo avidi, pettegoli, disonesti, egoisti, intemperati, lascivi, impazienti, mendaci, prigri, superficiali, vani, ecc, certamente alcuni dei suoi agenti malvagi hanno il compito di sfruttare pesantemente alcune delle nostre mancanze. Il vecchio detto è: “quello che non vinci, ti vincerà.”

C’è qualche speranza?

Se possediamo alcuni di questi indesiderabili tratti di carattere, non dovremmo scoraggiarci poiché lo Spirito di Profezia dice: “nessuno, al di fuori di Cristo, avrebbe potuto ristabilire il carattere corrotto dal peccato.“ 14

Anche nel caso di Giuda Iscariota: “se avesse aperto il suo cuore a Cristo la grazia divina avrebbe bandito il demone dell’egoismo.“15

Ultimamente Maria, “che aveva sbagliato e aveva accolto dei demoni, era molto vicina al Salvatore nel discepolato e nel ministero.“ 16

“Il braccio di Cristo può raggiungere le vere profondità dei guai e della degradazione umani. Egli può darci l’aiuto per conquistare persino il terribile demone dell’intemperanza“. 17

Nel 1927 il sottomarino S-4 sprofondò nel Golfo del Messico. Molte navi risposero rapidamente per salvare l’equipaggio. Durante le manovre di salvataggio, un guidatore tattico udì un suono sulle mura metalliche della nave; era un messaggio in codice Morse. Egli decifrò il codice e trasmise subito il messaggio: “L’equipaggio del sottomarino sta facendo una domanda, dicono: ‘c’è qualche speranza? C’è qualche speranza?’ Ecco cosa vuole conoscere questo mondo e spetta a noi ricordare loro che viviamo anche noi nella stessa situazione.

Una volta “eravate in quel tempo senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele ed estranei ai patti della promessa, non avendo speranza ed essendo senza Dio nel mondo.“ (Efesini 2:12).

“Anche noi infatti un tempo eravamo insensati, ribelli, erranti, schiavi di varie concupiscenze e voluttà, vivendo nella cattiveria e nell’invidia, oidosi e odiandoci gli uni gli altri. Ma quando apparvero la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore verso gli uomini, egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, che egli ha copiosamente sparso su di noi, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore, affinchè, giustificati per la sua grazia, diventassimo eredi secondo la speranza della vita eterna.“ (Tito 3:3-7).

Che tipo di speranza posseggo?

Osservando la maggioranza nella chiesa oggi, sorge una domanda. La nostra sarà una speranza frivola come quella del Signore di Sipàn? Sto sprecando la benevolenza di Dio come il re Salomone fece? Si è estinta tra di noi l’attiva e fervente speranza della chiesa apostolica e dei riformatori?

Cosa sta succedendo nella nostra vita – ci siamo raffreddati? La devozione per il guadagno dei soldi che assorbe sta sostituendo la mia devozione personale? Il desiderio di essere una chiesa popolare ci porta a mettere quel solenne giorno nel futuro quando l’ordine corrente delle cose terminerà?

Esclamiamo con il profeta messianico: “Oh, squarciassi tu i cieli e scendessi! Davanti a te sarebbero scossi i monti.“ (Isaia 64:1).

Fratelli, possa questo desiderio veemente portarci individualmente e come popolo a vivere come veri cristiani!

“I primi cristiani formavano davvero un popolo particolare. Il loro comportamento irreprensibile e la loro fede incrollabile, costituivano un costante rimprovero per i peccatori ostinati. Quantunque essi fossero numericamente pochi, privi di ricchezze, di posizioni, di titoli onorifici, intimorivano chi agiva male e ovunque il loro carattere e la loro dottrina erano ben noti.”18

Allora il mondo non sarà in grado di negare che il Movimento di Riforma è quel popolo che sta “aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo“ (Tito 2:13).

Amen e amen! 

Riferimenti

1 The SDA Bible Commentary, [E.G. White Comments], vol. 3, p. 1165.
2 Il gran conflitto, p. 239:2,5.
3 Idem, p. 240:5,6.
4 Idem, p. 240:8-241:0.
5 Idem, p. 242:1; 242-243.
6 Idem, p. 243:3,4.
7 Idem, p. 262:1,2.
8 Idem, p. 263:3-5.
9 Idem, p. 244:3.
10 Idem, p. 401-402.
12 La speranza dell’uomo, p. 22:4.
14 Idem, p. 213:2.
16 Child Guidance, p. 401.
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