Ai confini dell’eternità – Settimana di Preghiera 2019 – Introduzione

E’ facile, durante un lungo viaggio, stancarci nel nostro desiderio di arrivare alla fine. Alle volte la destinazione sembra essere così lontana che noi finiamo davvero per pensare ad altre cose. Tuttavia, mentre ci avviciniamo alla meta, c’è una nuova determinazione e un più forte senso di urgenza e di speranza.

Il popolo di Dio oggi si trova in un viaggio spirituale di maggior importanza di qualsiasi viaggio sulla terra. Ci troviamo proprio ai confini dell’eternità. I segni dei tempi si stanno adempiendo intorno a noi e il Signore presto scenderà con un grido, con la voce dell’arcangelo e la tromba di Dio.

Il nostro misericordioso Signore e Salvatore ha ritenuto giusto sostenerci un altro anno per consentirci di vivere un’altra Settimana di Preghiera. Avrà questo veramente un impatto su di noi? “Perché egli dice: ‘Io ti ho esaudito nel tempo accettevole e ti ho soccorso nel giorno della salvezza’. Ecco ora il tempo accettevole, ecco ora il giorno della salvezza.” (2 Corinti 6:2).

Le letture di quest’anno, “Ai Confini Dell’Eternità” devono ispirare e ricordarci del grandioso privilegio che abbiamo di camminare col Padrone della terra, del mare e del cielo prima che il tempo di grazia si chiuda per il nostro pianeta caduto.

Consideriamo ciascuno attentamente queste letture, condividendole con coloro che possono essere isolati o costretti a rimanere a casa e ricordiamoci delle seguenti  date:

Preghiera con digiuno:        Sabato, 14 dicembre

Offerta per le missioni:       Domenica 15 dicembre

La nostra preghiera è che lo Spirito di Cristo possa riempirci di nuova vitalità in opportuno anticipo sul ritorno del nostro Signore – e fortificare i nostri cuori per essere presto in grado di salutarLo con tutto il cuore con le parole, “ecco, questo è il nostro Dio; in Lui abbiamo sperato ed Egli ci salverà. Questo è l’Eterno in cui abbiamo sperato; esultiamo e rallegriamoci nella sua salvezza.“ (Isaia 25:9). Amen!

Ai confini dell’eternità

Gli israeliti si stavano avvicinando alla Terra Promessa – la loro destinazione finale, la loro meta finale. Quaranta anni di viaggio nel deserto erano ora dietro a loro. A causa del loro atteggiamento costantemente ribelle, la maggior parte di loro era stata lasciata indietro, morta nel deserto.

Satana non era felice. Egli avrebbe fatto del suo massimo per ostacolare il popolo di Dio dall’entrare in Canaan. Ora avrebbe usato un profeta apostata per causare un grande danno a quella moltitudine affinchè Dio fosse dispiaciuto nei loro riguardi e affinchè essi potessero essere distrutti.

Balaam nel passato era stato profeta di Dio, ma poi aveva apostatato. Ora l’ex profeta di Dio presentò a Balak un piano diabolico per poter distruggere il popolo di Dio quando era proprio ai confini di Canaan. Nel suo piano egli includeva l’amicizia coi pagani, la musica sensuale, il ballo, le donne sensuali e il vino per offuscare i loro sensi e così attirarli nella disgustosa e degradante idolatria.

La Bibbia riassume questo, dicendo che “mentre Israele si trovava a Scittim, il popolo cominciò a darsi alla fornicazione con le figlie di Moab. Esse invitarono il popolo ai sacrifici dei loro dèi, e il popolo mangiò e si prostrò davanti ai loro dèi.“(Numeri 25:1,2).

Dio inviò una severa piaga che distrusse 24000 israeliti. Ricordando questo terribile disastro morale e le sue immediate conseguenze, Paolo scrisse: “Or queste cose avvennero come esempio per noi, affinché non desideriamo cose malvagie come essi desiderarono e affinché non diventiate idolatri come alcuni di loro, secondo quanto sta scritto: ‘il popolo si sedette per mangiare e per bere, e poi si alzò per divertirsi’. E non fornichiamo, come alcuni di loro fornicarono … Or tutte queste cose avvennero loro come esempio, e sono scritte per nostro avvertimento per noi, che ci troviamo alla fine dei secoli.“ (1 Corinti 10:6-8, 11).

Stiamo vivendo ai confini dell’eternità. Questo è un tempo molto solenne e pericoloso, nel quale aspettiamo di vedere molto presto il Signore e in cui Satana userà le sue armi più potenti per ostacolare il popolo di Dio dall’entrare nella Terra Promessa celeste.

“Satana sa bene come trattare l’uomo. Conosce, perché li ha studiati con diabolico impegno per migliaia di anni, gli aspetti più vulnerabili di ogni carattere. E di generazione in generazione ha combattuto per abbattere gli uomini più forti, i prìncipi d’Israele, con la stessa tentazione che ebbe tanto successo a Baal-Peor. In tutte le epoche molte persone hanno fatto naufragio per essersi incagliate nelle rocce dell’indulgenza sessuale. A mano a mano che ci avviciniamo ai tempi della fine e il popolo di Dio raggiunge i confini della Canaan celeste, Satana, come nel passato, raddoppia i suoi sforzi per evitare che esso entri nella terra promessa. Egli tende trappole a tutti. Non sono solo gli ignoranti e gli incapaci che devono temerlo; egli tenta coloro che occupano le posizioni più elevate, che hanno i compiti più sacri, e se riesce a corromperli potrà, grazie a loro, distruggerne molti altri. Ancora oggi, come tremila anni fa, si serve degli stessi metodi: convince a violare il settimo comandamento con le amicizie, il fascino della bellezza, il piacere, l’ebbrezza dei festini…

“Gli israeliti furono indotti a peccare quando si trovarono in una situazione di comodità e sicurezza. Fu allora che cominciarono a perdere di vista il loro Dio e trascurarono la preghiera confidando sempre più in loro stessi. Vivere fra gli agi e abbandonarsi al soddisfacimento dei piaceri lascia indifeso l’animo umano e favorisce pensieri negativi. Erano stati dei traditori all’interno delle mura che avevano abbattuto la roccaforte e ingannato Israele, abbandonandolo nelle mani di Satana. È così che cerca ancora di provocare la rovina dell’uomo. Prima che il cristiano commetta un peccato palese, dentro di lui si scatena una lunga lotta; l’uomo puro e santo non diventa subito depravato: ci vuole tempo per corrompere e rendere criminali, e infine brutali e diabolici, coloro che sono stati creati a immagine di Dio. L’uomo subisce l’influsso di ciò che contempla, e abbandonandosi a pensieri impuri può modificare talmente il proprio modo di vedere, da trovare piacevole il peccato che un tempo detestava.“ 1

“Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere.“ (1 Corinti 10:12).

Possa il Signore essere misericordioso e pietoso col Suo popolo mentre ci avviciniamo alla Canaan celeste!

Riferimenti

1 Patriarchi e profeti, p. 387- 388; 389:1. [Enfasi aggiunta].