La voce di Wittenberg – Sabato 2 Dicembre 2017

A.Sas

Lutero brucia la bolla papale nella piazza di Wittenberg, anno 1520.

I VERI TESTIMONI DI DIO

“I miei testimoni siete voi, dice l’Eterno, insieme al servo che ho scelto, affinchè voi mi comprendiate che io sono. Prima di me nessun Dio fu formato, e dopo di me non ve ne sarà alcuno” (Isaia 43:10).

In ogni epoca della storia del mondo Dio ha avuto dei messaggeri fedeli come testimoni che rappresentavano il Suo carattere divino. Essi dovevano proclamare la verità espressa nella Sua parola – le Sacre Scritture. Essi innalzarono le loro voci contro le prevalenti corruzioni, invitando gli empi ad avvicinarsi a Dio. Il piano della salvezza doveva essere presentato a tutta la gente. Il Signore non permise mai che la verità fosse cancellata o totalmente dimenticata. Anche nel periodo della più grande ignoranza della volontà di Dio, Egli fece sorgere dei messaggeri fedeli che mostrano alla gente il messaggio della salvezza. Così avvenne nel Medio Evo, quando le verità della Parola di Dio erano sconosciute alla grande maggioranza di coloro che si chiamavano cristiani.

Nel XVI secolo, durante il tempo del Medio Evo, Dio scelse dei testimoni fedeli per dissipare le tenebre prevalenti e l’ignoranza. Uno dei testimoni importanti fu Martin Lutero.

“Fra coloro che furono chiamati a liberare la chiesa dal predominio papale e guidarla verso una fede più pura, stava Martin. Zelante, pieno di fervore, devoto, privo di ogni timore che non fosse il timore di Dio, riconoscendo le Sacre Scritture come unico fondamento religioso, Lutero era l’uomo per il suo tempo.”1

Martin Lutero fu ordinato al sacerdozio nel 1508. Nel 1512 egli andò a visitare Roma. Quando osservò la città dei sette colli, esclamò: “santa Roma, ti saluto!” Ma grande fu la sua delusione quando arrivò lì.

“[Lutero] entrò nella città, visitò le chiese, ascoltò i favolosi racconti ripetuti da preti e da monaci ed eseguì tutti i riti prescritti. Ovunque, egli contemplava scene che lo riempivano di sorpresa e di orrore. Vide che il male si annidava in ogni classe del clero; udì storielle immorali raccontate da prelati e fu profondamente scosso quando si accorse che perfino nella messa non veniva risparmiata la profanazione. Entrando in contatto con i monaci e con la gente del popolo, notò che la dissolutezza e la corruzione regnavano ovunque. Egli notava la profanazione, anche là dove avrebbe dovuto regnare la santità.”2

“Con un recente decreto, il pontefice aveva promesso un’indulgenza a tutti coloro che fossero saliti in ginocchio sulla ‘scala di Pilato’…. Un giorno Lutero saliva con devozione quei gradini quando improvvisamente gli parve di udire una voce che, simile a tuono, diceva: ‘… Ma il giusto vivrà per fede!’ (Romani 1:17). Egli balzò in piedi e se ne andò, pieno di vergogna e di orrore. Quel versetto biblico lasciò una traccia indelebile nella sua anima. Da allora egli scorse ancora più chiaramente di prima tutta l’inutilità delle opere umane per ottenere la salvezza e capì l’assoluta necessità di una costante fede nei meriti del Cristo.”3

 

LUTERO INSEGNA A WITTENBERG

Dopo il ritorno di Lutero da Roma, nel 1512, egli ricevette dall’Università di Wittenberg il titolo di dottore della divinità e gli fu dato l’incarico di insegnare all’università. Qui iniziò a mettere in dubbio alcune delle dottrine della Chiesa Romana. Egli cambiò la sua idea riguardo la penitenza, la giustizia, la giustificazione e la salvezza.

Mentre era a Wittenberg “[Lutero] si applicò allo studio delle Sacre Scritture nelle loro lingue originali; cominciò a tenere conferenze sulla Bibbia e da quel momento il libro dei Salmi, i Vangeli e le Epistole furono spiegati a folle di ascoltatori entusiasti. Staupitz, suo amico e superiore, lo spinse a salire sul pulpito e a predicare la Parola di Dio. Lutero esitava, non ritenendosi degno di parlare alla gente nel nome di Gesù e fu solo dopo una lunga lotta che cedette alle sollecitazioni dei suoi amici. Era un esperto delle Scritture e Dio era con lui. La sua eloquenza conquistava gli uditori e la chiarezza e la potenza con le quali egli presentava la verità convincevano le menti, mentre il suo fervore toccava i cuori.” 4

“Lutero scorgeva il pericolo che si annidava nell’abitudine di esaltare le teorie umane al di sopra della Parola di Dio e, con coraggio, attaccò l’incredulità speculativa degli ecclesiastici e lottò sia contro la filosofia sia contro la teologia, colpevoli entrambe di avere esercitato tanto a lungo il loro influsso sul popolo. Egli denunciò questi studi inutili e nocivi e cercò di distogliere la mente dei suoi ascoltatori dai sofismi dei filosofi, per rivolgerla alle verità eterne esposte dai profeti e dagli apostoli.

“Il messaggio rivolto alle folle, che pendevano ansiose dalle sue labbra, risultò prezioso. Mai prima di allora simili insegnamenti erano giunti alle loro orecchie. La lieta notizia dell’amore del Cristo Salvatore, la certezza del perdono e della pace mediante il sangue sparso per la remissione dei peccati, rallegravano i cuori e infondevano in loro una speranza immortale. A Wittenberg si accese una luce i cui raggi si sarebbero estesi fino alle estremità della terra, luce che, fino alla fine del tempo, si sarebbe fatta sempre più risplendente.“ 5

 

LA DOTTRINA DELLE INDULGENZE

Una delle più grandi controversie che egli affrontò fu la dottrina delle indulgenze – tramite la quale la chiesa offriva di rimuovere la punizione concedendo il pieno perdono dei peccati del passato, del presente e persino di ciò che si sarebbe commesso nel futuro. Nel 1517 Lutero si indignò quando vide che la sua stessa congregazione iniziava a presentare le indulgenze che avevano acquistato in una città vicina da Johann Tetzel, un frate dominicano. Tetzel stava vendendo un documento che conteneva la dottrina delle indulgenze, per raccogliere i fondi per la costruzione della basilica di San Pietro. Quale era il contenuto del documento? Così leggiamo riguardo ad esso:

“Quando Tetzel entrava in una città, era preceduto da un messaggero che annunciava: La grazia di Dio e del ‘Santo Padre’ è alle vostre porte… L’infame mercato si insediò in chiesa e Tetzel salito sul pulpito, presentò le indulgenze come il più prezioso dono di Dio. Egli dichiarava che in virtù dei certificati di perdono, tutti i peccati che l’acquirente avrebbe avuto l’intenzione di commettere gli sarebbero stati perdonati e che ‘non era necessario alcun pentimento’… Oltre a ciò, egli assicurava agli uditori che le indulgenze avevano il potere di salvare non solo i vivi, ma anche i morti. Aggiungeva che non appena la moneta toccava il fondo della cassa, l’anima, per la quale l’indulgenza era stata comperata, lasciava il purgatorio per salire in paradiso.”6

“Poiché Tetzel continuava il suo traffico e insisteva con le sue malvagie pretese, Lutero decise di ricorrere a una protesta più efficace contro simili abusi. Poco tempo dopo gli si presentò un’occasione opportuna. La chiesa del castello di Wittenberg possedeva molte reliquie, che in determinati giorni di festa venivano esposte al pubblico. A tutti coloro che visitavano la chiesa, e si confessavano, era accordata la totale remissione dei peccati. In quelle ricorrenze la gente affluiva numerosa. Il giorno precedente la festa di Ognissanti [il 31 ottobre 1517], Lutero affisse sulla porta della chiesa un foglio contenente 95 tesi contro la dottrina delle indulgenze e si dichiarò pronto a difenderle l’indomani, all’università, contro chiunque avesse voluto attaccarle.”7

Riproduciamo quì alcuni punti presi dalle 95 tesi di Lutero:

  • 6. Il papa non può rimettere alcuna colpa, se non dichiarando e mostrando che è stato rimesso da Dio e accondiscendendo alla remissione di Dio…
  • 7. Dio non rimette la colpa a nessuno che non si umilia, allo stesso tempo, in tutte le cose e non si sottomette al Suo vicario, il sacerdote.
  • 8. Le regole penitenziali sono imposte solo ai viventi e, secondo esse, niente dovrebbe essere imposto ai morti…
  • 10. Ignoranti e malvagie sono le opere di quei sacerdoti che, nel caso dei morenti, riservano le penitenze canoniche per il purgatorio…
  • 21. Pertanto quei predicatori di indulgenze che dicono che tramite le indulgenze del papa un uomo è liberato da ogni penalità e salvato, sono nell’errore…
  • 32. Coloro che si credono sicuri della loro salvezza perchè hanno le lettere del perdono saranno condannati in eterno, insieme con i loro maestri.
  • 33. Gli uomini devono stare in guardia contro coloro che dicono che i perdoni del papa sono quel dono inestimabile di Dio tramite il quale l’uomo è riconciliato a Lui…
  • 36. Ogni vero cristiano pentito ha diritto alla piena remissione della pena e della colpa, anche senza le lettere del perdono…
  • 52. L’assicurazione della salvezza tramite le lettere del perdono è vana, anche se il commissario, anzi, il papa stesso, dovesse giocare con la sua anima…
  • 76. Noi diciamo, al contrario, che i perdoni papali non sono in grado di rimuovere il minimo dei peccati veniali, per quanto riguarda la loro colpa…
  • 79. Dire che la croce, decorata con le armi papali, che è stabilita [dai predicatori delle indulgenze] è di valore uguale alla croce di Cristo, è una blasfemia.
  • 80. I vescovi, i curati e i teologi che si permettono tali discorsi tra la gente, dovranno renderne conto…
  • 86. Di nuovo: – ‘Perchè il papa, la cui ricchezza è oggi più grande delle ricchezze dei più ricchi, non costruisce questa chiesa di San Pietro con i suoi soldi, piuttosto che con i soldi dei poveri credenti?’…
  • 92. Via, allora, da tutti quei profeti che dicono al popolo di Cristo, “pace, pace”, ma non vi è pace!” 8

PUBBLICAZIONE DI ULTERIORI VERITA’

Oltre a scrivere queste 95 tesi o affermazioni, Martin Lutero fu anche coinvolto nella pubblicazione di materiali riguardo la giustificazione, il perdono dei peccati attraverso Gesù Cristo e altri importanti aspetti del vangelo. Queste tesi e le sue pubblicazioni ebbero una potente influenza sulla gente. Riguardo questo leggiamo:

“Le sue affermazioni attrassero l’attenzione di tutti. Furono lette e rilette, ripetute in ogni direzione. In città e all’università si creò un’atmosfera di grande eccitazione. Con le tesi si dimostrava che la facoltà di accordare il perdono dei peccati e la remissione della pena non era mai stata data né al papa, né a qualsiasi altro uomo. L’intero sistema delle indulgenze non era che una farsa, un artificio inteso a estorcere denaro, facendo leva sulla superstizione della gente; un’astuzia di Satana per distruggere coloro che confidavano in quelle pretese bugiarde. Era anche dimostrato chiaramente che il Vangelo di Gesù è il più ricco tesoro della chiesa e che la grazia di Dio, in esso rivelata, viene gratuitamente accordata a chiunque la cerchi tramite il pentimento e la fede.”9

 

LUTERO ALLA PRESENZA DELLA DIETA

Come risultato delle sue parole a Wittenberg, una grande opera di riforma fu introdotta. Il papa e i prelati cercarono di distruggere le verità presentate da Lutero. Egli dovette affrontare il Concilio a Worms, dove venne interrogato, eppure egli fu pronto per dare una risposta:

“Confidando in Dio, Lutero si preparò al confronto. Elaborò la sua risposta, esaminò alcuni passi dei suoi scritti e attinse dalle Sacre Scritture prove valide per sostenere le sue posizioni. Poi, posando la mano sinistra sul sacro Libro aperto davanti a lui, alzò la destra verso il cielo e giurò ‘di rimanere fedele al Vangelo e di confessare apertamente la propria fede, anche se con questo avesse dovuto suggellare la sua testimonianza con il sangue».20

Quando comparve nuovamente davanti alla Dieta, il suo volto non recava traccia di timore o di imbarazzo. Calmo e tranquillo, con un portamento nobile e dignitoso, egli si alzò come testimone di Dio fra i grandi della terra. L’ufficiale imperiale gli chiese quale fosse la sua decisione e se intendesse ritrattare le sue tesi. Lutero rispose in tono umile e semplice, del tutto privo di violenza o di passione. Il suo contegno era rispettoso e deferente e ispirava una gioia e una fiducia tali che tutti ne furono sorpresi.” 10

Quando fu sollecitato a dare una breve e chiara risposta alla domanda postagli, se voleva ritrattare le sue  dottrine, la sua risposta fu:

“ ‘Io non posso sottomettere la mia fede né al papa, né ai concili, perché è chiaro come la luce che essi si sono spesso sbagliati e contraddetti. Perciò, a meno che io non venga convinto mediante la testimonianza della Scrittura o da un chiaro ragionamento e non sia persuaso mediante i passi da me citati, così che la mia coscienza risulti in sintonia con la Parola di Dio, io non posso, né voglio ritrattare, perché per un cristiano è pericoloso agire contro la propria coscienza. Questa è la mia posizione. Non posso fare diversamente. Dio mi aiuti. Amen’ ”.11

 

I CONTESTATORI

Martin Lutero non fu solo nel condannare la dottrina delle indulgenze e nel difendere la verità. I principi di Germania e molti contestatori si unirono con lui contro la dottrina delle indulgenze. Essi pubblicamente diedero la loro testimonianza per la verità presentata da Lutero e la loro testimonianza raggiunse altri paesi ed epoche.

“Fu redatta e presentata alla Dieta questa solenne dichiarazione: ‘Noi protestiamo davanti a Dio, nostro Creatore, Protettore, Redentore e Salvatore, che un giorno sarà il nostro Giudice, come anche davanti a tutti gli uomini e a tutte le creature, che per noi e per il nostro popolo non acconsentiamo e non aderiamo in nessuna maniera al decreto proposto, in tutto ciò che è contrario a Dio, alla sua santa Parola, alla nostra co- scienza e alla salvezza delle nostre anime’.12

“Una delle più nobili testimonianze che siano mai state rese alla Riforma, fu la solenne protesta dei prìncipi cristiani della Germania alla Dieta di Spira nel 1529. Il coraggio, la fede e la fermezza di quegli uomini di Dio assicurò nei secoli successivi la libertà di pensiero e di coscienza. Questa protesta, i cui princìpi costituiscono ‘la vera essenza del Protestantesimo’, diede alle chiese riformate il nome di protestanti.”13

Il giuramento fatto da coloro che protestavano dice:

“Noi, perciò, siamo decisi per grazia di Dio a mantenere la pura ed esclusiva predicazione della sua Parola, quale è contenuta nei libri dell’Antico e del Nuovo Testamento, senza aggiungervi nulla che possa esserle contrario. Questa Parola è la sola verità, è la sicura regola di ogni dottrina e di ogni esistenza e non può mai sbagliare né ingannare. Chi edifica su questo fondamento resisterà contro tutte le potenze dell’inferno, mentre le vanità umane che vengono poste sul suo stesso piano non avranno valore agli occhi di Dio.”14

 

PROGREDIRE NELLA RIFORMA

Oggi il Protestantesimo non è lo stesso come era nel XVI secolo. La maggior parte delle chiese protestanti oggi si sono allontanate dalle verità bibliche. Molti non accettano l’Antico Testamento come valido oggi, specialmente i Dieci Comandamenti e dichiarano invece che questa legge morale fu data solo per gli Ebrei. Neanche ubbidiscono alla parola di Dio come l’unica fonte di verità. Essi hanno accettato e si sono conformati alle tradizioni e innovazioni che sono state introdotte nella chiesa cristiana. Queste essi hanno ereditato dal paganesimo. La Babilonia spirituale, la madre della confusione, ha reso tutte le sue figlie ubriache del vino dell’errore. Le due dottrine principali che portano alla confusione sono l’insegnamento della sacralità della domenica e l’immortalità dell’anima.

Anche se Martin Lutero non capì la verità completa della Bibbia – poiché egli ancora credeva in alcune tradizioni (come l’esistenza del purgatorio, come si può vedere nelle sue 95 tesi) – egli ebbe la corretta comprensione che il perdono dei peccati viene solo attraverso Gesù Cristo, che il Signore offre a tutti coloro che Lo accettano come il loro Salvatore personale.

Quella voce che parlò a Wittenberg e difese l’opera della Riforma, dovrebbe continuare a risuonare fino alla fine dei tempi. Lo Spirito di Profezia chiarisce con le seguenti parole:

“La Riforma non finì con Lutero, come forse alcuni pensano. Essa deve proseguire sino alla fine della storia del mondo. Lutero aveva una grande opera da compiere: trasmettere agli altri il messaggio che Dio gli aveva affidato. Egli, però, non ricevette tutta la verità che doveva essere proclamata al mondo. Da allora, e fino ai nostri giorni, nuove conoscenze hanno continuato a scaturire dalle Scritture e nuove verità sono state riscoperte progressivamente.” 15

Dovremmo essere molto grati a Dio per le splendide verità che stanno continuamente rivelandosi sul nostro sentiero. Oggi noi abbiamo delle verità che non erano conosciute nel passato. Insieme, queste dottrine costituiscono la verità presente per il nostro tempo. Possiamo essere fedeli a quella parte della verità che già conosciamo e il Signore aggiungerà ulteriore luce finchè siamo perfezionati nell’ubbidienza alla verità.

“Ma il sentiero dei giusti è come la luce dell’aurora, che risplende sempre più radiosa fino a giorno pieno” (Proverbi 4:18).

  

Riferimenti:

 1  Il gran conflitto, p. 100.
2  Idem, p. 103,104.
3  Idem, p. 104.
4  Idem, p. 103.
5  Idem, p. 105,105.
6  Idem, p. 105,106.
7  Idem, p. 107.
8  Concordia Theological Seminary (le 95 tesi).
9  Il gran conflitto, p. 107.
10 Idem, p. 128,129.
11 Idem, p. 130.
12 Idem, p. 162.
13 Idem, p. 158.
14 Idem, p. 162,163.
15 Idem, p. 121,122.